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Lez. 192 - Veri e falsi bisogni

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
21 maggio 1971

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Novembre 2019

  1. Un saluto a tutti voi, amici miei. Benedizioni e forza si riversano su di voi. Aprite il cuore e la mente, e li potrete ricevere.

  2. Vorrei iniziare questa lezione, l’ultima della stagione, dicendo ancora una volta che la maggior parte degli esseri umani non è ancora consapevole delle proprie immense potenzialità e poteri spirituali. Cosa intendo per potenzialità e poteri spirituali? Che tali poteri superano di gran lunga quelle capacità umane che voi ritenete normali nella vostra sfera dell’essere.

  3. Sono poteri inaccessibili e virtualmente pericolosi per un essere umano privo di un certo livello di purificazione o con una coscienza ancora sonnecchiante, collegata sempre ad atteggiamenti distruttivi quali ostinazione, orgoglio, paura, avidità, invidia, malizia, crudeltà, rancore ed egoismo. Circa il novanta per cento degli esseri umani è addormentato: solo il dieci per cento è sveglio per accorgersi di quel che c’è nel mondo, fuori e dentro di sé. Il processo di risveglio dell’io richiede un grande sforzo, impegno e lavoro, nonché la volontà di rinunciare ai modelli distruttivi e alle loro soddisfazioni costose e di breve durata. Solo allora la consapevolezza potrà iniziare pian piano a crescere, la percezione si acuirà e sarà disponibile una nuova conoscenza interiore come manifestazione del risveglio del sé reale.

  4. Questa crescente percezione intuitiva, questa conoscenza interiore - prima di se stessi, poi dell’essere più intimo degli altri, e infine anche della verità cosmica e della creazione - si fonde in un’esperienza di vita eterna: la certezza della vita eterna! Un potenziale spirituale risvegliato dà accesso alle onnipresenti forze vitali, dentro e fuori di voi. Potete usare quei poteri per la guarigione, per l’aiuto e per accrescere la realizzazione e la consapevolezza in voi e negli altri. Inutile dire che se il piccolo sé prevale ancora sul sé reale spirituale, esso abuserà puntualmente di quei poteri. Per un uso prudente dei poteri occorre dapprima risvegliare l’amore nella persona. Se il campo di forza energetica di un essere umano è orientato sulle basse frequenze a causa di una condizione di scarso sviluppo dell’anima, le frequenze molto più alte dei poteri spirituali possono distruggere la salute e la vita e creare enormi rischi. Ecco perché è così importante che lo sviluppo proceda con determinati ritmi. Il modo più sicuro rimane sempre quello di enfatizzare innanzitutto la purificazione.

  5. Quando la purificazione precede lo sviluppo del potenziale e del potere spirituale e psichico, aumenta la felicità e si accresce il coraggio. Si arriva a risolvere ogni tipo di problema in modo sempre più facile: le soluzioni vengono da sé, quando si entra nei problemi e li si affronta. Allora sarà possibile guarire da ogni male della mente, dell’anima e del corpo.

  6. Sembra utopia, amici miei: e in realtà sarebbe una forma di utopia se voi perseguiste uno stato di felicità spinti dal timore del suo opposto, con la speranza di evitarlo. In altre parole, se volete la felicità per paura del dolore; se desiderate la vita eterna per timore della morte; se anelate alla felicità per paura dell’infelicità; se volete la pienezza per timore del vuoto; allora tutto questo vi sfuggirà e rimarrà irraggiungibile. Da lì l’illusione che niente di tutto questo sia possibile, essendo l’oggetto di un desiderio utopico. Non vi accorgete di come l’anelito umano sia espressione della percezione di tutte quelle possibilità, mentre la direzione che imprimete a quell’anelito, nella maggior parte dei casi, è l’opposto di quella che dovrebbe essere. Come vi stavo dicendo poc’anzi, dovete entrare in ciò che temete e che volete evitare e attraversarlo, affinché lo possiate superare e arrivare a un punto in cui cessi finalmente quella condizione che prima vi spaventava. Solo accettando pienamente l’attuale incapacità di vedere e passando attraverso la paura che ne deriva potrete raggiungere il maggiore stato di coscienza. Quest’ultimo, dunque, non è un’illusione, bensì un fatto, una realtà; non utopia o fuga, ma l’assoluta realtà dell’essere e della vita così com’è.

  7. Non ci si arriva in modo facile. Chiunque percorra questa strada si deve impegnare a fondo in tutto quel che implica una ricerca del genere. Gran parte di voi ha iniziato questo percorso di crescita nel solito modo: non siete felici e volete risolvere un certo problema. Forse non c’è ancora nemmeno consapevolezza di un problema o di un blocco interiore. Potreste semplicemente avvertire una vaga sensazione di disagio nella vita. Voi volete ovviare a quel disagio, ma spesso lo fate sperando inconsciamente di lasciare inalterati, se non rafforzati, quegli atteggiamenti decisamente problematici che vi rendono infelici. Se il Sentiero vi chiede di adottare atteggiamenti opposti, la vostra reazione potrà spesso essere di panico, risentimento, lotta e resistenza, e potreste persino smettere di impegnarvi nella giusta direzione interiore. In altre parole, gran parte di voi iniziano con un obiettivo negativo: quello di eliminare una condizione negativa. Di rado si ha un obiettivo positivo, all’inizio. Magari si è sinceramente disposti a una totale autopurificazione e crescita spirituale, ma se si tratta di essere disposti ad accettare le difficoltà e a rinunciare ai propri schemi distruttivi consolidati nel tempo, l’impegno consapevole verso l’obiettivo positivo all’improvviso svanisce. La maggior parte riesce a perseguire e a rafforzare l’obiettivo positivo solo entrando sempre più in profondità dentro di sé.

  8. L’anelito c’è sempre. Qualcosa nel vostro essere più intimo sa che esiste un’altra realtà e un altro stato di coscienza al di là del vostro attuale stato di sviluppo. Conseguire quello stato più elevato e più appagante è un bisogno sano e legittimo. Prendendo consapevolezza di tale bisogno, sarà possibile impostare un obiettivo e una direzione positivi. Ma finché il bisogno è inconscio e intrecciato con obiettivi negativi, quali chiedere la liberazione dalla propria condizione di infelicità, rimarrete confusi riguardo al percorso stesso. Se l’impegno non è assoluto avrete risultati fiacchi, spuri e limitati, e il circolo vizioso verrà chiuso dal dubbio che vi renderà ancora più restii a impegnarvi. Poiché un’esitazione dubbiosa rende impossibile la liberazione, si tende a giustificare lo stesso dubbio.
  9. A questo punto è assolutamente necessario che vi rammenti una lezione di molti anni fa sui bisogni falsi e reali. Questa lezione rappresenta anche una sequenza organica, il completamento di un ciclo che permette di assimilare del nuovo materiale. È un movimento ciclico a spirale che consente di completare il ciclo partendo da un punto qualsiasi. Ciò spiega perché quasi tutti coloro che possiedono un certo livello di consapevolezza trovino utili queste lezioni, a prescindere da quando hanno iniziato. Pertanto questa particolare lezione fornirà ancora una volta delle risposte a molti di voi e getterà nuova luce sul punto esatto in cui, al momento, siete bloccati.

  10. La lezione di qualche anno fa a cui faccio riferimento tratta di bisogni reali e di bisogni fittizi. Da allora tanti di voi hanno incontrato il proprio sentire più profondo di paura, dolore, colpa e rabbia, sentimenti vissuti per la prima volta in questa vita durante la prima infanzia e che non avevate avuto il coraggio di rivivere. Nel corso di questo viaggio per rivivere vecchi sentimenti mai sperimentati prima fino in fondo, avete incontrato anche i vostri bisogni di bimbi, la cui mancata realizzazione ha causato la maggior parte dei sentimenti dolorosi, e perciò repressi, che provate. Come vi dicevo, se una persona non porta alla coscienza l’esperienza dei propri sentimenti inconsci, si trascinerà nella successiva incarnazione il materiale represso. È un materiale radicato, dormiente e non assimilato, che cercherà situazioni e persone che possano farlo emergere nella prossima incarnazione. E allora potrà sembrare che un’esperienza dolorosa dell’infanzia sia imputabile ai genitori o a un certo ambiente. Ma, in realtà, la condizione di sottosviluppo dei genitori è il mezzo per far emergere immagini che altrimenti rimarrebbero dormienti e inaccessibili alla coscienza, bloccando così la purificazione totale. Certo, si può gestire l’esperienza dolorosa anche eludendola, usando i soliti vecchi trucchi e prolungando, in tal modo, il ciclo. Ma arriverà il giorno, per ogni entità, in cui lui o lei capirà che non è più possibile evitare di affrontare l’esperienza in modo aperto.

  11. Potete seguire questa catena di eventi anche nella vita attuale. Se non avete vissuto appieno la vostra infanzia, attirerete esperienze simili più tardi nella vita. Se vi siete sottratti a quell’esperienza e non siete consapevoli di quel che vi è realmente successo, tenderete a non riconoscere ciò che sentite e sperimentate adesso mentre ripetete l’esperienza. D’altro canto, quando prendete coscienza dei sentimenti passati diventate anche consapevoli che state ripetendo quella data esperienza. Il vostro intorpidimento riguardo al sentire passato vi rende insensibili alle esperienze presenti, a meno che non vi impegnate e sforziate sul serio per il risveglio, anche se all’inizio vi potrebbe apparire doloroso.

  12. Solo allora sarete vigili e pienamente consapevoli di ciò che vi succede quando vi capiteranno esperienze analoghe a quelle del passato, che adesso sarete in grado di gestire. Quindi non solo potrete risolvere il materiale animico residuo di questa vita, ma anche l’eredità delle precedenti esistenze. Ora, in questa fase del percorso in cui fate sempre più esperienza di tale materiale residuo, constaterete che l’elemento più doloroso è la mancata soddisfazione dei vostri legittimi bisogni di bimbi. Come spiegavo nella precedente lezione, la negazione dei vostri bisogni reali crea dei falsi bisogni. È di basilare importanza prenderne atto.

  13. Quali sono i bisogni reali e quali i fittizi? Intanto, ciò che è reale in un periodo della vita di una persona potrebbe essere del tutto falso e irreale in un altro. Un bisogno reale per un bambino non è tale per un adulto. Se una persona in crescita nega il dolore di un bisogno reale non soddisfatto, quel bisogno non scompare. Anzi, quella negazione perpetua il bisogno e lo proietta su un momento successivo e su altre persone, facendolo diventare un falso bisogno.

  14. Faccio un esempio pratico. Un bambino ha bisogno di essere accudito e necessita solo di assistenza, nutrimento, buoni sentimenti, attenzione e che si apprezzi la sua unicità. Se quei bisogni non vengono soddisfatti, il bambino soffre. Accettando ed elaborando consciamente la sofferenza, la persona non ne resta danneggiata, malgrado ciò che molti vorrebbero credere. Quello che crea un blocco è la convinzione che quel dolore possa svanire solo se la persona riceve ciò che le mancava, anche se dopo anni. La cosa, ovviamente, non accadrà mai. E se anche fosse possibile per un adulto trovare finalmente dei genitori surrogati, ideali e perfetti secondo i parametri del bambino deluso, per l’adulto tutto questo ricevere che proviene da fuori di sé non porterà mai a un vero appagamento.

  15. Quell’appagamento perseguito con tanta pena potrà essere conseguito solo quando, da adulti, ricercherete in voi tutto quello che cercavate al di fuori di voi. Questo succederà nel momento in cui assumerete la responsabilità di voi stessi. Se continuate ad accusare i genitori, addossando ogni responsabilità a loro e alla vita, vi priverete del centro vitale del bene che si trova in voi. Solo se cercherete di cambiare atteggiamento scoprirete che la sofferenza era indotta dal vecchio modo di fare, e dunque potrete iniziare a trovare quella sicurezza che prima cercavate nel sostegno altrui. Anche l’ansia svanirà nella misura esatta in cui cercherete in voi la causa della sofferenza presente, prodotta dalla negazione del dolore originario e dai conseguenti modelli negativi e distruttivi nel sentire e nel modo di pensare.

  16. Quando le persone iniziano ad assumersi la vera responsabilità, cessano gradualmente anche di aspettare che i buoni sentimenti vengano da fuori. Esse dipenderanno meno dagli elogi e dall’amore altrui perché sapranno darsi da sé quell’autostima che non riuscirebbero a provare comportandosi da bambini esigenti e pieni di risentimento. Questo è un altro passo verso la centratura nel sé reale, anziché appoggiarsi agli altri. Tale condizione accresce la facoltà di provare un forte flusso di sentimenti buoni e caldi e alimenta il desiderio di condividerli, piuttosto che tenerseli perfidamente per sé. Poter sperimentare il piacere che viene da corpo e anima e offrirlo agli altri diventa una vera alternativa al continuare avidamente a ricevere. Tutte queste facoltà potenziate riempiranno il vuoto creato dal bisogno insoddisfatto del bambino.

  17. Quanto più resta inascoltata la sofferenza di un bisogno legittimo non soddisfatto o la si avverte solo in modo parziale, tanto più la personalità si riempirà di falsi bisogni e farà affidamento sugli altri. Quando le richieste non vengono soddisfatte, il risentimento - e spesso la velenosità con cui si argomenta contro la vita e il prossimo - accresce il senso di privazione, e un circolo vizioso ininterrotto sembra intrappolare la persona in uno stato di disperazione. Non è poi così difficile giustificare il proprio operato e formulare un atto di accusa. Si possono sempre trovare dei motivi reali, immaginari, esagerati o distorti per spostare il peso della responsabilità al di fuori di sé. Poiché tutto ciò è sottile e nascosto, occorre essere molto attenti a osservarsi ed essere onesti con se stessi per vedere questo processo in azione. Solo quando sarete in grado di riconoscere le vostre richieste irrazionali e constaterete come volete infliggere una punizione a coloro che accusate, riuscirete a capire veramente le connessioni che vi sto descrivendo ora.

  18. Quali sono i reali bisogni di un adulto? Sono autoespressione, crescita, evoluzione; è conseguire il proprio potenziale spirituale e tutto quel che ne deriva. Questo significa piacere, amore, soddisfazione, buone relazioni e un contributo significativo al grande piano in cui ognuno ha il suo compito. A mano a mano che ci si evolve si inizia ad avvertire e sperimentare quel compito interiormente, finché esso diventa realtà. Percepire la propria crescita interiore diventa un vero bisogno, poiché senza di essa non si è felici. La persona deve allora procedere alla ricerca delle ostruzioni nella propria anima e rimuoverle. In un modo o nell’altro, le ostruzioni sono sempre connesse alla perpetuazione dei bisogni che una volta erano reali e che adesso sono diventati fittizi.

  19. La perpetuazione dei falsi bisogni crea ogni sorta di condizioni distruttive, nell’anima di una persona. Dato che non è possibile soddisfare i falsi bisogni, un senso di vuoto e di continua frustrazione annullano la speranza, offuscano la vista e inducono risentimento, odio, accuse e, spesso, rancore. Per punire coloro che sembrano aver causato lo stato negativo si ricorre a una maligna resistenza passiva e all’autopunizione. Peggiori sono questi tratti interiori, maggiore saranno il senso di colpa e l’evasione dal sé, il che rende impossibile andare alle radici del problema, cambiare direzione e obiettivo. Ma se si supera con vigore la riluttanza a riconoscere i falsi bisogni, si può invertire il processo.

  20. I bisogni reali non richiedono che gli altri si adeguino e "vi esaudiscano". Solo il piccolo sé ne è convinto. Il vero bisogno di amore, compagnia e condivisione si può iniziare a realizzare solo quando l’anima è pronta ad amare e a dare, da non confondere con il bisogno nevrotico di ricevere amore. Ma la confusione tra i due bisogni è abbastanza frequente. Se credete di essere davvero disposti ad amare, ma il destino se ne infischia e tiene lontana da voi la persona che vi ama e che potete amare, vuol dire che state ancora cercando ardentemente di soddisfare il vostro bisogno infantile con un genitore surrogato. Nel profondo del cuore siete molto arrabbiati e accusate, punite e vi auto vittimizzate perché viene ignorato il vero bisogno d’amore da voi immaginato. Una volta pronti sul serio a rinunciare alle vecchie convinzioni, cominciate a vivere nel presente; guardate dentro di voi e il vero amore verrà a voi, appagando il vostro presente bisogno reale.

  21. I bisogni legittimi possono essere soddisfatti a condizione che proviate il sentire originale e quello irrisolto del passato. Questo vuol dire scoprire e rinunciare ai falsi bisogni, accumulati per aver negato il dolore del loro non soddisfacimento originario. Tornate alla condizione dell’infanzia e date libero sfogo, adesso, alle reazioni irrazionali e distruttive del bambino che è in voi. Nel riprendere possesso di quella vostra parte state già creando un nuovo clima interiore.

  22. All’inizio non è cosa facile. Immagini di sé e finzioni a voi care impediscono quasi a tutti di riuscirci con facilità. Il bambino distruttivo, esigente, punitivo e dispettoso di solito si manifesta in maniera assai oscura che può essere dissimulata, razionalizzata, negata o spiegata con una certa facilità, così che l’enfasi viene spostata su dei fattori esterni. Se darete voce a questo lato irrazionale, vi accorgerete puntualmente che esso vi sta dicendo: "Ho bisogno di essere sempre amato e approvato da tutti, altrimenti è un disastro”. Il sé allora si convince di questo fatto e lo usa come mezzo per costringere gli altri a soddisfarvi. La reazione esagerata del sé diventa talmente dolorosa che il mancato soddisfacimento delle richieste insaziabili di gratificazione totale e incondizionata del proprio orgoglio e autostima assume un aspetto catastrofico. Sebbene siate maturi in tanti aspetti del vostro essere, cercate in voi quelle reazioni nascoste ogni volta che, al verificarsi di condizioni spiacevoli nel vostro ambiente, perdurano in voi ansia e disagio.

  23. Raramente si pensa in termini così netti a come si crede alla catastrofe. In effetti, vi basterà analizzare tutto ciò in modo chiaro per non credere più nella catastrofe come prima. La difficoltà è che voi capite solo in modo vago la vostra reazione che equipara la catastrofe alla mancata soddisfazione della richiesta di approvazione e di amore da parte degli altri. Razionalizzando la vostra reazione senza concettualizzarla, voi non seguite il vostro pensiero e il vostro sentire mettendoli in relazione. Dunque è necessario scoprire il concetto, o meglio il concetto errato, alla base della vostra forte reazione a una mancata soddisfazione, a un dolore, a una critica o a una frustrazione. Sarà allora possibile riconoscere il bisogno fittizio e il sentimento di vendetta con cui lo si perpetua, lo si persegue e lo si giustifica. I bisogni fittizi sono delle richieste fatte ad altri. I bisogni fittizi non potranno mai essere soddisfatti.

  24. È un bisogno illusorio presumere che le ferite vi danneggino. Sarà così solo se siete segretamente convinti che lo faranno, e insistete a crederlo semplicemente perché non siete inclini ad accettare la vita e voi stessi per come siete.

  25. Alcuni di voi hanno iniziato a sperimentare e capire per davvero che piacere, pace e realizzazione di sé non dipendono mai dagli altri, ma unicamente da sé stessi. Eppure talvolta, avvicinandovi a un territorio ancora sconosciuto in voi, in cui dei falsi bisogni e un sentire residuo non esperito creano un punto focale distruttivo, voi vi dimenticate di questa verità.

  26. Spesso l’equivoco dualistico per cui o si dipende da sé stessi (e quindi si sta per conto proprio), o si sta in una relazione appagante (e quindi si dipende fortemente dall’altro), v’impedisce persino di assumervi la vostra responsabilità personale. Se lo faceste, riterreste di dover rinunciare alla speranza di un partner amorevole. Ma è vero l’esatto contrario. Solo portando in voi il vostro sentire, attingendo alle vostre risorse interiori e aprendo i pozzi del vostro sentire di dare e amare, la realizzazione diventerà inevitabilmente realtà. Viceversa, se insistete a pensare che sia l’altro a farvi sentire realizzati, allora resterete soli e i vostri bisogni reali rimarranno insoddisfatti, perpetuando così le vecchie ferite della vostra infanzia. Il vostro stato attuale può dunque essere l’indicatore più affidabile, perché non si può barare con la vita. Le sue leggi e le sue regole vi dicono la verità sul vostro stato, anche se la vostra consapevolezza diretta è ancora offuscata. Se non vi sentite realizzati, sondate dentro di voi per capire dove non lo siete e in che modo proiettate sugli altri ciò che deve provenire innanzitutto da voi.

  27. Quando il sé spirituale scarta i falsi bisogni ed esprime il bisogno reale di eliminare ciò che ostacola consapevolezza, realizzazione di sé, intimità e vicinanza agli altri, viene destata una forza meravigliosa. Questo appello non resta mai disatteso. Anche se vi sentite ancora troppo deboli per un impegno pieno e opportuno, potete sempre invocare l’aiuto per riuscirci. L’aiuto arriverà.

  28. Questo è l’obiettivo più importante: il resto viene da sé. Vedendo come ora evitate il dolore del passato, a lungo dimenticato, che continua a insinuarsi in voi, scoprite di essere anche rimasti attaccati al giudizio. E se anche i vostri genitori avessero fallito - perché anche loro sono umani e fallaci - non li potete ritenere responsabili della vostra sofferenza attuale; e ancor meno gli altri, che vi aspettate rimedino a tutte le ferite che avete subito. La vostra sofferenza attuale è il risultato di quella distorsione nel perseguire i falsi bisogni, insistendo nel loro conseguimento. È un meccanismo che all’inizio sembra quasi impercettibile, ma se vi allenate a osservarlo sarà evidente. Finché sceglierete di restare inconsapevoli, pur essendo molto abili a spiegarvi la situazione razionalmente, non farete che peggiorare la vostra condizione. Potrete anche ingannare gli altri con le vostre ragioni. Potreste persino ingannare il vostro sé cosciente esteriore. Ma non potrete mai ingannare il vostro sé reale interiore, né tantomeno la vita. La vita applica le sue leggi e le sue regole in modo molto preciso, equo e imparziale: essa aspetterà che troviate la verità su dove i vostri bisogni dell’infanzia, legittimi ma non riconosciuti, hanno originato la paura e il dolore che non volevate, né potevate, sperimentare a fondo. Liberatevi di quel fardello. Quella riluttanza ha creato dei falsi bisogni la cui natura e significato sono rimasti celati. Se viene tutto allo scoperto, lo risolverete.

  29. Ogni repressione e occultamento crea dei circoli viziosi e reazioni a catena negative: i falsi bisogni creano mali come la crudeltà, la vendicatività e via dicendo. La colpa e l’odio di sé a causa di questi mali sembrano giustificare il dolore originale, nel vostro esame di coscienza; ma dato che non lo volete ammettere, continuate a proiettare la colpa sugli altri. Le energie impiegate nel reprimere tali sentimenti si accumulano e diventano sempre più potenti, creando crisi su crisi. Esse potranno essere rilasciate e utilizzate per il vostro bene solo facendo emergere ciò che è nascosto per valutarlo nella verità. Per farlo, occorre il coraggio di accettare il male senza identificarsi del tutto con esso, e questo metterà subito la vostra vita sul giusto binario per soddisfare i vostri correnti bisogni reali.

  30. Perseguire dei falsi bisogni produce un dolore insostenibile. È un dolore teso, chiuso e amaro connotato dallo sconforto, assai diverso dal dolore causato da una vera insoddisfazione, da ferite o privazioni. Se queste difficoltà non vengono più dirette verso dei bisogni fittizi, il dolore può essere dissolto e trasformato nuovamente nella corrente di energia originaria, che fluisce e dona vita. Mentre la lotta contro quello che c’è procura un dolore acuto, il dolore della sua accettazione è sopportabile.

  31. Dopo che col vostro impegno nel cammino avete rimosso la copertura esterna che vi intorpidiva e tolto lo strato difensivo che vi isolava da quelle condizioni interiori, dovete necessariamente sperimentare le varie sensazioni e i vostri bisogni falsi e reali, con il loro dolore più o meno acuto. Per trovare l’uscita dal labirinto di tante confusioni, è essenziale per tutti voi sapere qual è la differenza tra i due tipi di dolore. Se provate dei sentimenti irrisolti ma non siete coscienti di essere totalmente presi nell’esprimere richieste insaziabili per soddisfare dei falsi bisogni, potreste perdervi nel dolore acuto. E il forte dolore che scaturisce dall’insistere sui falsi bisogni porta in sé la vendetta. La stessa sofferenza è un’arma sovente usata per punire i genitori, biologici o surrogati, e la vita. In effetti dice: "Guarda quanto sei cattivo, guarda che cosa mi hai fatto! Dato che non hai esaudito le mie richieste, per punizione io mi autodistruggo”. E la persona coinvolta in questo processo, cieca poiché non del tutto cosciente di esso, potrebbe invero essere spinta a esagerare e a essere trascinata in questa corrente secondaria.

  32. È dunque meglio verificare il tipo di dolore che si prova. Esso vi porta forse a uno sconforto desolato, a profondi abissi in cui sembra non trapelare alcuna luce? In quel caso state certi che c’è della velenosità che impedisce una reale esperienza del dolore originale residuo. Poiché se si sperimenta un dolore reale, una saggezza organica interiore guida il ritmo e la durata di ogni esperienza. Ogni volta arriva una profonda intuizione e delle connessioni portatrici di luce e speranza. Ma in loro assenza non dovreste andare oltre con quel dolore acuto, perché lo state usando in modo involontario e inconscio per punire gli altri. Piuttosto dovreste lavorare per riconoscere ciò che sta accadendo in realtà, dopodiché potrete fare in tutta sicurezza esperienza di ciò che era rimasto irrisolto, e liberarvene. E poi lo farete con uno spirito assai diverso: non con quello della vittima inerme condotta al macello, ma adottando un atteggiamento motivato e fiducioso.

  33. La vostra paura di andare fino in fondo dentro di voi, amici miei, non dipende tanto da un dolore vero. Un dolore moderato causato da bisogni reali insoddisfatti potrebbe esprimersi momentaneamente con pianti e grida, con spasmi e scatti nervosi, ma c’è una base interiore sicura perché è svanita la corrente velenosa che urlava vendetta contro il mondo. La dolce tristezza del dolore vero e dei veri bisogni si scioglie nei propri flussi. L’esperienza insopportabile, dura e pericolosa del dolore è dovuta al falso bisogno che dice: "Devi darmi ciò di cui ho bisogno e che insisto a volere. Altrimenti morirò per vendetta".

  34. Dovete scoprire quella voce, amici miei, che in qualche misura è presente in tutti, senza eccezioni. Più è nascosta, più siete lontani dal dissolverla e dal trasformare le vostre correnti energetiche. Se possibile, consentitevi di sperimentate quella voce e riconoscetela per quello che è, invece di identificarvi con essa. Finché vi identificate totalmente con essa non potrete affrontarla e verificarla. Ma nel momento in cui la osservate come una semplice parte di voi, in quell’istante saprete che in voi c’è molto altro. Quell’aspetto di voi che osserva è certamente più di ciò che viene osservato. Quel vostro aspetto che mette in dubbio la voce che grida vendetta, che ha un dialogo con essa e che sonda la veridicità dei suoi messaggi impliciti, è molto più forte. E continua a rafforzarsi, fino al momento in cui, finalmente, prevale. Così si annulla il bisogno di un totale rifiuto di sé, che è il prodotto dell’identificazione integrale con la voce del falso bisogno.

  35. Nel momento in cui vi domandate, "Ma è proprio vero che dovrò perire a causa di questo dolore prolungato, che sto ancora sopportando?", vi dovrete rispondere che, innanzitutto, quella non è per forza l’unica alternativa. Ma quando lo è, e quando no? Da cosa dipende, nel vostro caso? Se vi ponete tali domande in modo serio, vedrete che non è vero che l’alternativa è perire o vivere una vita infelice per il resto dei vostri giorni, a causa del dolore provato. Nessun dolore potrà mai farvi morire. È solamente il vostro atteggiamento verso il dolore che vi fa perire. Se fate resistenza e vi indurite, il dolore si stratificherà e vi schiaccerà per davvero. Nel momento in cui vi sentirete annientare, non dal dolore inflitto da altri bensì da voi stessi, potrete confrontarvi con questo vostro atteggiamento dentro di voi. Come vi dicevo prima, inizierete a dialogare con esso.

  36. Lasciando andare una ad una le vostre insaziabili richieste e i bisogni fittizi, scoprirete quanto essi siano effettivamente illusori. All’inizio ritenevate, ad esempio, di non poter vivere senza un’approvazione totale, senza un’accettazione e un amore incondizionati, un’ammirazione acritica o altro. Se riusciste a valutare la possibilità di conseguire appagamento, soddisfazione, piacere e felicità senza che quelle richieste siano soddisfatte - un’idea nuova, sulle prime - sarete sorpresi di scoprire che, in effetti, è possibile. Si riveleranno a voi delle nuove modalità, delle nuove possibilità che non avreste mai nemmeno considerato, tanto eravate convinti di non poter fare altrimenti.

  37. Ovunque troviate nella vita impedimenti, sconfitte o mura invalicabili, voi cercate un bisogno fittizio. Troverete come la vostra insistenza stia dicendo: "Deve essere così come dico io. La vita me lo deve e devo averlo". Trovate ed esprimete quella voce, vedetene l’errore, e qualcosa si scioglierà all’istante. Il fatto stesso di dubitare della validità di quei bisogni fittizi che fino ad ora ritenevate essere reali, libererà le vostre energie creative. Dal profondo del vostro essere più intimo, dal centro del plesso solare, la voce della saggezza vi farà da guida. Era già stata la vostra guida in quelle aree in cui non avevate blocchi. È allora possibile utilizzare le energie liberate per raggiungere quelle zone che devono essere ancora ripulite dalla sterpaglia. Quelle energie potranno così essere impiegate per dissolvere la sostanza animica ancora indurita da convinzioni preconcette mai messe in dubbio né mai articolate, indurita dall’insistenza, da una forte volontà egoica, e dall’aver negato e represso sentimenti e pensieri.

  38. Non confondete mai un’insistenza caparbia con la determinazione e la buona volontà di un impegno rilassato o con un’energia focalizzata, prerequisiti indispensabili per il Sentiero. La contrattura prodotta da una volontà egoica indurita intensifica in modo enorme il dolore originario irrisolto. Essa crea nel sistema una dolorosa tensione di cui accusate sempre gli altri - per come vi hanno deluso in passato e ancora adesso. Quindi non vi rimane altro che rinunciare al vostro futuro.

  39. Le energie liberate seguendo il processo che vi ho descritto non sono solo energie fisiche che apportano benessere, fluidità e piacere. Esse portano anche la voce della verità e della saggezza, che è quella del vostro sé più intimo e spirituale. Esso vi indicherà la via e voi, emergendo dalle vostre tenebre, imparerete a riconoscerlo e a fidarvi di lui per tracciare il percorso tra i due estremi: tra il desiderio ottuso e utopico che ascolta solo ciò che volete sentire e che vi rende sordi alla verità che è in voi, e la cinica diffidenza verso tutte le verità più profonde del vostro sé spirituale, che vi rende ugualmente sordi alla voce della verità. Dunque dovete cercare la vostra strada tra questi due estremi.

  40. Entrando nel profondo dei vostri sentimenti più intimi, amici miei, non temete di perdervi in un dolore insostenibile. Per quanto possa essere stata difficile la vostra infanzia, per quanto siano state negative le vostre esperienze e per quanto possa essere stato crudele un genitore, non è quella la vera causa del vostro dolore. La causa è la persistenza e l’insistenza nel rimanere attaccati a bisogni ormai diventati dei falsi bisogni, nell’esigere delle condizioni diverse e che la vita faccia ammenda e dia a voi in modo gratuito: volete avere i benefici, ma sarete esclusi dal magnifico gioco della vita. Questo è ciò che vi fa davvero male e che vi fa soffrire. Dovete partire da voi stessi, in ogni frangente. Se procederete in questo modo, permetterete ai sentimenti positivi di trasformarsi in esperienze profonde e reali al pari dei sentimenti negativi e dolorosi.

[Dalla registrazione mancano le parole di chiusura]

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 192 - Real and False Needs
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